Oscar, l’Italia rimane a mani vuote mentre il cinema asiatico si (ri)conferma una rivelazione

Dopo Parasite di Bong Joon-Ho, che si era aggiudicato l’ambita doppia statuetta nel 2020, a trionfare nelle categorie “miglior regia” e “miglior film” della 93esima edizione degli Oscar è stato ancora una volta un film asiatico. E non solo Chloé Zhao, col suo Nomadland”, è stata la prima donna asiatica (seconda in assoluto) a portarsi a casa la coppia di riconoscimenti ma il suo lavoro risulta essere quello prodotto col minor budget ad essersi mai piazzato sul gradino più alto del più ambito riconoscimento assegnato dall’Accademy.

Sempre a Nomadland, poi, il premio per la miglior attrice, conferito a Frances McDormand. Seconda statuetta invece per Anthony Hopkins, che dopo aver trionfato nel 1992 per la miglior performance come attore protagonista ne “Il silenzio degli innocenti”, a distanza di quasi vent’anni torna a guadagnarsi il medesimo riconoscimento per The Father – Nulla è come sembra.

Nessun premio per il Pinocchio di Matteo Garrone, che si è visto soffiato da Ma Rainey’s black bottom quello per i migliori costumi e quello per il miglior trucco. Serata magra anche per Laura Pausini, fino all’ultimo data come favorita – dopo il trionfo agli ultimi Golden Globe – per la prima posizione nella categoria per la miglior canzone, andato a “Fight for you ” da Judas and the Black Messiah.

Di seguito, tutti gli altri premi assegnati nella 93esima edizione degli Accademy Awards (fonte ANSA):

Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah)
Miglior attrice non protagonista: Yuh-Jung Youn (Minari)
Miglior film internazionale: Un altro giro (Thomas Vinterberg)
Miglior film d’animazione: Soul (Pete Docter e Dana Murray)
Miglior corto d’animazione: Se succede qualcosa vi voglio bene di Michael Govier e Will McCormack
Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell (Una donna promettente)
Miglior sceneggiatura non originale: Christopher Hampton e Florian Zeller (The Father – Nulla è come sembra)
Miglior cortometraggio: Due Estranei (Travon Free e Martin Desmond Roe)
Miglior scenografia: Donald Graham Burt e Jan Pascale (Mank)
Miglior documentario: Il mio amico in fondo al mare di Pippa Ehrlich, James Reed and Craig Foster
Miglior cortometraggio documentario: Colette di Anthony Giacchino e Alice Doyard
Miglior sonoro: Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh per Sound of Metal
Miglior fotografia: Erik Messerschmidt (Mank)
Miglior montaggio: Mikkel E. G. Nielsen (Sound of metal)
Migliori effetti speciali: Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher (Tenet)
Miglior colonna sonora: Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste (Soul)

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Pio Guerra

Scrivo su Notiziæ dal 2020 e su Editoriale sin dalla sua fondazione. Sono appassionato di storia, motori e giornalismo. Collaboro anche con alcune testate locali.

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