Tra Arabia Saudita e Russia, nel mondo non c’è spazio per i “dissidenti”

ROMA – 45 anni di carcere per aver condiviso alcune fotografie sui social network. È la condanna inflitta da un tribunale dell’Arabia Saudita ad una donna, rea di aver utilizzato internet per condividere alcuni suoi scatti. Un fatto innocuo a certe latitudini, ma non certo in Estremo Oriente. Alla giovane sono infatti stati contestati i reati di “violazione dell’ordine pubblico” e di utilizzo di internet “per lacerare il tessuto sociale”. Lo ha reso noto la ong Democracy for the Arab World Now, fondata dal giornalista ucciso Khashoggi e con sede a Washington. Pochi giorni fa, sempre in Arabia Saudita, un’altra ragazza era stata condannata a 34 anni di carcere per aver condiviso alcuni tweet di dissidenti.

Non se la passa meglio Ivan Safronov, ex giornalista di Vedomosti e Kommersant, per cui la procura di Mosca ha chiesto la condanna a 24 anni di colonia penale con l’accusa di tradimento dello Stato. Safronov si trova in carcere dal 2020.

Fonti: Ansa (1, 2)

Pio Guerra

Scrivo su Notiziæ dal 2020 e su Editoriale sin dalla sua fondazione. Sono appassionato di storia, motori e giornalismo. Collaboro anche con alcune testate locali.

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