Zelensky all’Onu: togliere diritto di veto alla Russia

NEW YORK – Volodymyr Zelensky non c’è alla 77esima Assemblea generale dell’Onu. Almeno, non fisicamente. Il presidente ucraino ha infatti scelto che fosse la sua “first lady” a presenziare ai lavori nel Palazzo di Vetro di New York. Questo non gli ha però impedito di farsi sentire, ancora una volta con uno dei suoi videomessaggi.

Maglietta verde e pantaloni militari, con l’ormai consueto look da battaglia, Zelensky ha chiesto che l’Onu condanni la Russia per i crimini da lei perpetrati in Ucraina. Chiede “punizioni per le torture e l’umiliazione di donne e uomini. Punizioni per la catastrofica turbolenza che la Russia ha provocato con la sua guerra illegale non solo a noi, ucraini, ma al mondo intero” il leader di Kiev.

“La Russia è uno sponsor del terrorismo” prosegue Zelensky, che aggiunge: “Se non avete un meccanismo legale, potete prendere una decisione politica”. Una decisione come quella di privare la Russia del suo diritto di veto in seno all’Onu, concessole ai tempi della fondazione dell’Organizzazione, ormai 70 anni fa.

Anche il braccio destro di Putin, il ministro degli Esteri Lavrov, si è fatto sentire dal Palazzo di Vetro. Parlando ai membri dell’Osce, l’organismo per la sicurezza internazionale, Lavrov ha accusato l’Occidente di “chiudere gli occhi” nei confronti dei crimini di guerra perpetrati dall’Ucraina. Non solo: il funzionario moscovita ha rincarato la dose, accusando la NATO di “aver portato il mondo sul baratro di eventi che potrebbero avere un esito imprevedibile per tutta l’umanità”. E sulla scelta di ricorrere alla mobilitazione parziale, Lavrov dice: non è stata una scelta dettata da debolezza militare ma dalla necessità di rispondere proporzionalmente alle crescenti minacce dell’Occidente.

Fonte: Agi

Pio Guerra

Scrivo su Notiziæ dal 2020 e su Editoriale sin dalla sua fondazione. Sono appassionato di storia, motori e giornalismo. Collaboro anche con alcune testate locali.

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